La Linea… Negli anni Trenta!

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Oggi frivolezze da quarantena, sperando che questa situazione ci insegni a dare il giusto peso alle cose, o per lo meno, ci aiuti a inquadrarle nelle corrette prospettive…

La forzata chiusura in casa sta portando molti di noi a fare i conti con la bilancia… Spesso reputiamo l’attenzione al peso ed alla forma fisica figlia della nostra società moderna, post-industriale, globalizzata e sovraesposta sui social.
Ma di cosa si parlava fra le signore dell’alta borghesia agli inizi degli anni Trenta, prima di Twiggy, Facebook, Instagram e del Metoo?

Bhè le fortunate appartenenti a quei ceti che erano usciti pressoché indenni dalla crisi della Grande Guerra e da quella tutta economica degli anni ’20, in quel breve interregno prima delle sanzioni del ’35, avevano lo stesso identico ‘pensiero’: la linea, e non quella che fu del Carso o quella che pochi anni dopo sarà denominata Gotica!

Bergamo, A Regime..., 1933

Sfogliamo questo bel manuale delle sorelle Ines e Mimy Bergamo: A regime… Ma senza rinunce! (1). Già il titolo è tutto un programma se contestualizzato: A regime [sotto il Regime, n.d.R.], Ma [ovviamente, n.d.R.] senza rinunce!  E che dire poi della grafica di copertina: strepitosa! L’opera è un ricettario diviso per regimi alimentari, scritto a quattro mano dalle sorelle Bergamo. Il primo preso in esame è, chiaramente, il Regime per l’Estetica:

‘La linea! parola che ogni donna cela in segreto nel profondo del cuore con un sospiro di desiderio. La linea! magico suono che agisce come un potente fascino d’attrazione per il nostro sesso. Possedere la linea è una meta alla quale noi tutti aspiriamo. Quale donna non s’è guardata più d’una volta nello specchio con occhio critico e severo per scoprire quei difetti, quelle mancanze che turbano l’armonia della sua linea? […] Quante volte non abbiamo noi anche interpellato, annoiato quasi il nostro buon dottore di casa che di linea (tutte storie dice Lui) non ne vuol sapere e per di più, più d’una volta, ci ha severamente ammonite per la leggerezza con la quale ci sottoponiamo a cure, torture inutili che hanno sovente come conclusione un’alterazione del nostro stato di salute. Caro, buon Dottore, Lei non sa l’importanza grande di possedere la linea! La linea, fino a nuovo ordine, è sinonimo di snellezza, di forma slanciata, agile, svelta, pieghevole come un giunco! Mi dica Lei se non fa gola a tutte? Chi non l’ha, s’ingegna con tutti i mezzi per riuscire ad ottenerla e chi ha la fortuna di possedere la linea se la custodisce come cosa preziosa. Massaggi, ginnastica (talvolta se esagerata pericolosa per la complessione femminile), cure estetiche, sono tutti coefficenti di discutibile valore e d’esito incerto. Per volere e conservare la linea, la prima e la più efficente delle cure sta nel sistema di mangiare […] Dopo lunghe riflessioni e seri calcoli abbiamo messo assieme questa settimana base per un regime estetico…’(2).

Bergamo, A Regime..., 1933

Sempre dall’introduzione al Regime per l’Estetica un paio di consigli che più moderni non si può, con buona pace dei santoni della dietetica contemporanea:

“Pochi, pochissimi dolci, niente pasta asciutta, uso limitatissimo di pane e farinacei. Niente aperitivi o cock-tails, veri veleni per il nostro organismo. Mangiare lentamente; non abbondare di condimento e variare i cibi. Non mangiare fuori pasto e bere abbondantemente lontano dai pasti”(3).

E la prima colazione?

“Ore 8. A digiuno un bicchiere d’acqua avente la temperatura dell’ambiente” (4). Seguono una settimana di menu e relative ricette per raggiungere la tanto sospirata Linea!

Bergamo, A Regime..., 1933. L'introduzione al 'Regime per l'Estetica'

1) Ines Bergamo – Mimy Bergamo, A regime… Ma senza rinunce! Menus e ricette settimanali per conservare la linea… per curare… per cucinare, Milano, Ulrico Hoepli, 1933. 2) Ivi, pp. 1-2.
3) Ivi, p. 4.
4) Ivi, p. 6.

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