Vetrina 6 – Miscellanea di cucina

Al n.1 possiamo vedere una delle prime pentole a pressione a produzione industriale con termostato incluso: l’Auto-Thermos degli Ateliers de Boulogne, presentata per la prima volta al Salon des Arts menagers nel 1926, vincitrice della medaglia d’oro al concorso Lépine che riscosse un certo successo negli anni ’30 , ma il suo prezzo elevato e la sua delicata manipolazione ne impedirono la diffusione di massa, nonostante il supporto pubblicitario della celebre vedette Joséphine Baker. Sempre di produzione francese troviamo alcune delle prime pentole di design (n.2). Al n.3 è esposta la prima edizione de “La Gastronomie” di Joseph Berchoux, un poemetto che ebbe largo successo in Francia agli inizi dell’Ottocento. In quest’opera la parola “gastronomia” è per la prima volta utilizzata nel senso moderno del termine, non più quindi nell’accezione greca di “legge dello stomaco”, quindi nomos-legge e gaster-stomaco da un punto di vista medico. Al n.4, un’altra importante rarità della collezione di Rossano Boscolo: uno dei primissimi modelli di forni a gas, prodotti a partire dalla prima metà dell’ Ottocento in Francia. Parigi fu proprio una delle prime città ad essere diffusamente allacciata al gas, tant’è che nel 1820 buona parte dell’illuminazione della città era gestita con il gas.

Al n.5 potete vedere una pentola di inizio Ottocento per cottura a bagnomaria ed al n.6 una bella pentola in rame risalente alla fine del Settecento.

La vetrina contiene anche un altro importante libro: al n.7 infatti c’è l’opera di Mary Elizabeth Beeton “The Book of Household Management” considerata la bibbia della cucina inglese ottocentesca. Al n.8 troviamo una serie di importanti mezzine per acqua di area tosco-emiliana, con becco zoomorfo o semplice, tutte riferibili alla seconda metà dell’Ottocento. Fra queste, al n.9, un’anfora in terracotta della fine dell’Ottocento, di manifattura sabina o della Tuscia. Essa è uno dei primi contenitori per olio con un sistema rompi-getto.

Al n.10 una cucina giocattolo degli anni ’30 tedesca ad elettricità, ancora perfettamente funzionante, mentre al n.11 potete ammirare una classica cucina italiana Balilla.

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