Vetrina 5 – Miscellanea di cucina

Al numero 1 possiamo vedere un classico taglia baguette francese di fine Ottocento, attorno al quale troviamo numerosi strumenti da macelleria e da taglio che vanno dalla fine del Settecento alla fine dell’Ottocento, tra cui coltelli, affila coltelli, mannaie ed un bellissimo grande tagliere che avreste trovato in ogni macelleria ottocentesca (n. 2). Al n. 3 potete ammirare uno dei primissimi, se non il primo in assoluto, gioco per bambini di cucina inteso come “gioco con la sua scatola, il suo packaging, il suo libretto delle ricette e gli strumenti a misura di bambino”, edito intorno al 1898 a Ravensburg.

Al n. 4 c’è una splendida pentola per cottura a bagno maria in rame e ceramica di produzione francese di fine Settecento, e vicino a questa pentola (n. 5) un grande affilacoltelli multiplo Kent, risalente intorno al 1890: di manifattura inglese, internamente è presente una cote circolare che gira grazie all’azionamento della manovella, riuscendo ad affilare fino a 5 coltelli contemporaneamente. Al n. 6 invece troviamo una grande tortiera francese della fine dell’Ottocento. Nell’altra metà della vetrina troviamo altre tortiere, tra cui una militare da campo al n. 7.

Sicuramente tra gli oggetti più rari ed interessanti della vetrina dobbiamo citare una serie di scodelle da desco monacale: quelle identificate dal numero 8, provenienti da un refettorio monastico, probabilmente benedettino, e risalgono una ai primissimi anni del Settecento, e l’altra alla metà dello stesso secolo. Sono di due dimensioni, giustificate dal fatto che una era la porzione per i frati/monaci che svolgevano mansioni di preghiera o di lavori che non implicavano un ingente sforzo fisico (es. copista), la seconda invece, di dimensione più grande, era destinata a chi lavorava nei campi o svolgeva lavori più fisici e duri, seguendo la tradizionale regola benedettina “ora et labora”. Aprendole si può facilmente capire come una parte fosse utilizzata come piatto da zuppa e l’altra parte come piatto per il pane. La scodella al n.9, finemente decorata, risale invece alla fine del Settecento e proviene da un convento femminile. Queste scodelle sono molto rare, in quanto essendo oggetti di uso quotidiano, alla rottura venivano sostituite e mai restaurate. Al n.10 invece troviamo una bellissima cucina a carbone Rosier del 1880, con il suo rubinetto per l’acqua calda.

Menu