Neruda: Ode al Pane

Poesia

Oggi vogliamo inaugurare una nuova sezione del Blog: Poesia. Poeti, scrittori, intellettuali… Tantissimi hanno dedicato degli scritti magnifici al cibo e alla cucina!

Sapete, ad esempio, che il grande poeta cileno Pablo Neruda, premio Nobel nel 1971, dedicò una magnifica ode al pane? D’altronde Poesia etimologicamente deriva dal greco Ποίησις, ‘Fare, Produrre’. E dove è più brillante la magia del fare se non nel produrre il Pane, nella misteriosa, misterica e arcana Arte della Panificazione?

Se non la conoscete eccola, in traduzione inedita!

Pane.
Con farina,
acqua
e fuoco
ti cresci.
Spesso e lieve,
ripiegato e rotondo,
rassembli
il ventre
della madre,
equinoziale
germinazione
della terra.
Pane,
come sei lieve
e profondo:
nel bianco vassoio
di panetteria
s’allungano le fila
come utensili, piatti
o fogli,
e d’improvviso,
l’onda
della vita,
insieme di seme
e del fuoco,
cresci, cresci
d’improvviso
come i fianchi, la bocca, i seni,
i colli della terra,
vite,
sale il calore, t’inonda
la pienezza, il vento
della fecondità,
e allora si fissa l’oro del tuo colore,
e quando rimasero pregni
i tuoi piccoli ventri,
lo scuro segno cicatriziale
fissò la sua bruciatura
in tutto il tuo dorato
sistema d’emisferi.

Adesso,
intatto
sei
azione d’uomo
miracolo continuo,
volontà di vita.
Oh pane d’ogni bocca,
non
t’imploreremo,
noi uomini
non siamo mendichi
d’indistinte divinità
o d’angeli oscuri:

Da mare, da terra faremo pane,
coltiveremo a grano terra e pianeti,
il pane a ogni bocca,
a ogni uomo,
ogni giorno
arriverà perché lo seminammo,
perchè lo abbiamo fatto
non per un uomo
ma per tutti,
il pane, il pane
per tutti i popoli e con esso ciò che è
di forma e sapore di pane
divideremo:
la terra,
la bellezza,
l’amore.
Questo ha sapore di pane.

Tutto
nacque per essere condiviso,
donato,
moltiplicato.

Per questo, pane,
se rifuggi
la casa dell’uomo,
se ti nascondono,
ti negano,
se l’avaro
ti fa prostituta,

se il ricco
fa bottino di te,
se il frumento
non cerca il solco e la terra,
pane,
non pregheremo,
pane,
non imploreremo,
ma combatteremo per te con altri uomini
con tutti gli affamati,
per ogni fiume e vento
andremo a cercarti,
tutta la terra divideremo
perché tu possa crescere,
e con noi
andrà avanti la terra:
l’acqua, il fuoco, l’uomo
lotteranno con noi.
Andremo avanti incoronati
di spighe,
conquistando
la terra e il pane per tutti,
e allora
la vita
avrà forma del pane,
sarà semplice e vera,
innumerevole e pura.
Tutti gli esseri
avranno diritto
alla terra, alla vita,
e così sarà il pane di domani
il pane d’ogni bocca
sacro,
consacrato,
perché sarà la ricompensa
della più lunga e dura
lotta umana.

Non possiede ali
la vittoria terrestre:
porta il pane sulle spalle,
e vola possente
liberando la terra
come una panetteria
che vola nel vento.

Pablo Neruda, Oda al Pan, in Odas elementares (Buenos Aires, Editorial Losada, 1954).

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