L’Appertizzazione in Italia e l’invenzione delle scatole di latta!

Articolo

I più attenti fra i lettori del nostro blog si ricorderanno che, qualche tempo fa, dedicammo un articolo a Nicolas Appert ed al suo rivoluzionario metodo per la conservazione degli ingredienti. Ve lo siete perso? Bhè, cliccate qui…

I più attenti fra gli attenti si ricorderanno anche che nell’articolo accennammo ad un’operetta anonima francese uscita nel 1824 e subito tradotta in italiano col titolo de L’Arte di Conservare gli alimenti. Questa traduzione rappresenta la prima attestazione della ricezione in Italia del nuovo e rivoluzionario metodo di conservazione. Il volumetto non solo ruba il nome al testo di Appert ma enumera già l’Appertizzazione fra i metodi tradizionali, annunciandone perfino la messa a punto grazie all’invenzione inglese delle scatolette di latta col coperchio a stagno!

Siamo veramente felici di potervi dire che abbiamo or ora acquistato un esemplare della suddetta opera, veramente rara ed importante! Eccola qui: Arte di Conservare gli alimenti tanto vegetabili che animali impiegati particolarmente. Nell’economia domestica pel nutrimento dell’uomo del sig. I.L.R. Traduzione dal francese. Milano, Dalla Tipografia di Commercio, 1824.

Dall’opera vi proponiamo una parte dell’introduzione al nuovo metodo e la prima citazione dell’uso delle scatolette di latta per la conservazione del cibo: una rivoluzione nella rivoluzione!

Della concrescibilità del calore
Il calore al di sopra di 80 gradi ha la proprietà d’impedire la scomposizione rendendo inattivi i principj costituenti delle sostanze sopra i quali egli agisce; ma per rendere certi, e durevoli i suoi effetti è necessario sottrarle intieramente all’azione dell’aria. Non vi è economo che non sappia, che gli alimenti, ed in ispecie le carni si conservano più lungamente cotto che crude. In questo caso il calore dà un principio di rottura alle sostanze e nel medesimo tempo scaccia tutta l’aria contenuta nel vaso ove queste si pongono, quando si sottomettono al calore, e che in seguito si tengono ermeticamente chiuse.

Questo processo è quello che serve di base all’apparecchio di M. Appert. Si può adoperare tanto per le sostanze animali che vegetabili, e riesce anche perfettamente ad acquietare i liquidi che sono in fermentazione come il mosto dell’uva. Questo processo, che si può applicare ad un gran numero di sostanze varia nella sua applicazione. Il meccnismo del processo, essendo però sempre lo stesso in tutte le circostanze, crediamo necessario di qui descriverlo per non dar luogo ad inutili ripetizioni. Questo processo consiste nel rinchiudere in vasi di vetro, o di latta le sostanze che si vogliono conservare, turarle in essi ermeticamente e sottometterle in seguito al calore dell’acqua bollente in un bagno maria per un tempo più o meno lungo, ed in fine ritirarle e metterle in luogo conveniente…

L’Arte di Conservare gli Alimenti prosegue poi con lo studio delle modalità di conservazione dei singoli ingredienti, sia animali che vegetali, più utilizzati all’epoca e su come applicare a questi ingredienti la nuova invenzione di Appert. Curiosi di sapere come conservare a lungo gli asparagi, i carciofi, le cipolle e le più svariate carni? Allora vi aspettiamo qui, al Garum!

Arte di conservare gli alimenti, 1824. Frontespizio.
Arte di conservare gli alimenti, 1824. Frontespizio.
Arte di conservare gli alimenti, 1824. La prima attestazione dell'uso della latta.
Arte di conservare gli alimenti, 1824. La prima attestazione dell'uso della latta.
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