Burro, Mattioli fra scienza e superstizione

Articolo

Il più celebre erbario della storia è sicuramente quello di Pietro Andrea Mattioli, edito per la prima volta nel 1544.L’opera, che ebbe enorme fortuna editoriale e seguito, accosta nozioni scientifiche precise e puntuali a una serie di informazioni di stampo popolare, superstizioso e dal carattere leggendario, in un susseguirsi di informazioni senza soluzione di continuità. Un esempio nel capitolo dedicato a Burro & Latte:

Del Boturo
Il più lodato boturo si fa del grassissimo latte, come è quello di pecora. Fassi di quello di capra ancora sbattendo nei vasi il latte, fino che si separi il boturo da quello. Il boturo, di sua natura, è olioso & mollificativo, & inperò bevuto copiosamente solve il corpo. Mancando l’olio si bee il boturo in suo scambio contra à veleni. Mescolato con mele, & sfregato alle gengive dei fanciullini gli giova al far dei denti: & similmente al prurito delle gengive, avanti che gli facciano: & all’ulcere, che gli sogliono venir nella bocca. Unto il boturo per la persona conserva la carne splendida, & fa meglio capace di nutrimento il corpo, preservandolo dalle pustole bianche superficiali. Buono il boturo, che non è rancido, nè vecchio, alle infiammagioni, & alle durezze de’ luoghi naturali delle donne. Mettesi nei clisteri per la dissenteria, & per l’ulcere del budello che chiamano colon.

Aggiugnesi utilmente negli empiastri maturativi: & spetialmente nelle ferite dei nervi, dei pannicoli del cervello, & del collo della vescisa: perciocché mondifica, riempie, & incarna. Giova impiastrato a morsi degli aspidi. Il fresco si usa nelle vivande in cambio d’olio, & invece di grasso nei cibi dolci, che si mangiano nel fine delle cene. Cogliesi la fuliggine del boturo in questo modo. Mettesi in una lucerna nuova, & accesovi il fuoco si colloca in un vaso di terra, che habbia un coperchio fatto a foggia di piramide, che sia appuntato in cima, & nel basso largo, & cavernoso come sono i forni, & come è consumato il primo, vi se ne aggiunge di volta in volta, fino che s’habbia la quantità de la fuliggine che si vuole: la quale poscia con una penna si spazza dal coperchio. Usasi questa nelle medicine degli occhi: inperoché ella ristagna i flussi, & consolida presto l’ulcere di quelli’.

Menu