Omero Rompini: La Cucina dell’Amore

Articolo, Ricetta

Oggi vogliamo parlarvi di cibo e amore sensuale, un connubio antico come il Mondo!. E lo faremo analizzando la fantasmagorica opera di Omero Rompini, pseudonimo sotto il quale si cela il vero autore de La Cucina dell’Amore

La Cucina dell’Amore. Manuale culinario afrodisiaco per gli adulti dei due sessi
Catania, Libreria Tirelli di F. Guaitolini, 1926

Prima edizione di questa curiosa raccolta di ricette afrodisiache, preceduta da una dotta ed interessantissima prefazione titolata La Cucina di Citera, ricca di aneddoti e notizie storiche e pseudo-storiche sull’alimentazione correlata alla sessualità, dall’antica Roma a Luigi XV e Du Barry. L’opera è divisa in sezioni: Ricette di vivande; Ricette di Dolciumi; Le zuppe afrodisiache; Influenza della carne del pesce sulle attività delle funzioni sessuali; Formule più specialmente raccomandate per la cucinatura del pesce; Le uova; I Tartufi; Ricette di Tartufi; Per le donne: ghiottoneria e ghiottonerie; I Menus dei gabinetti riservati; Per una bionda, Ricette; Per una bruna, Ricette; La Cucina rigeneratrice; Scelta di legumi stimolanti; Il Cioccolato ausiliario alla Cucina di Citera; Bibite riconfortanti; Due parole sugli Afrodisiaci; La mensa dei Gallo-Romani del V secolo; Un desinare ai tempi di Enrico II.

Il manuale, al di là delle tirate storiche e dei detti triti e ritriti alla ‘Sine Bacco et Cerere frigescit Venus’, offre ricette curatissime e dettagliatissimi piani d’azione su come riuscire a sedurre il gentil sesso per concedersi ad ‘assaporare a lungo i doni possenti cari alla voluttà di quella virilità rigenerata e rinvigorita dal cibo’. Le strategie sono scientifiche e militarmente organizzate, divise addirittura per colore dei capelli dell’obiettivo… Vediamo le differenze d’approccio e di menu tra bionde e brune!

Rompini, La Cucina dell'Amore, 1926
Rompini, La Cucina dell'Amore, 1926

“L’appellativo ‘biondo’ comprende tutta la gamma delle sfumature compreso tra il biondo dorato della spiga matura sino al castano chiaro dei bronzi fiorentini. In via generale per la bionda il nostro vecchio gaudente consiglia: – Scegliere un ristorante di quelli che si rispettano. Conviene che la tappezzeria del gabinetto sia intonata al colore delle chiome bionde: preferibile quindi le stoffe di un bleu turchese. L’aria sia leggermente impregnata di essenza di eliotropio bianco: sui mobili siano distribuiti a profusione mazzi di violette di Parma e fasci d’iris fiorentina: sulla mensa abbondino tuberose e mughetti, fra cui si sceglieranno i fiori che adorneranno il seno palpitante. Il solito garrulo pianoforte sia sostituito da una silenziosa ‘chaise longue’. Convocazione discreta del maître d’hôtel, col quale si combinerà questo menu:

ASTACO ALL’AMERICANA
UOVA ALLA MESSALINA
PERNICIOTTI ALLA SULTANA
PISELLI ALL’ANTICA
MELE ALL’EVA GOLOSA
Vini: Sauterne – Chambertin Champagne Veuve Cliquot Ponsardin Demi-Sec

Gli effetti… incoraggianti di questo menu succulento, permettono di cominciare i lavori d’approccio quando verrà sturato il Chambertin, cioè quando entreranno in iscena i perniciotti alla sultana. Dopo gustate le mele all’Eva golosa si proceda spavaldamente agli attacchi più serii. Consigliabile la più meticolosa cura nella scelta del nido il quale deve essere elegante e dotato di incriticabile comfort: lo spessore delle portiere garantisca contro le indiscrezioni dei battenti all’uscio e la soffice morbidezza del tappeto sia tale da attuire cadute delle virtù più feroci” (pp.117-8).

Ed ora passiamo alle brune!

“Il bruno ha un’infinità di toni che salgono dal ‘bruno Van Dyck’ dell’Arlesiana fino alle calde tinte delle Italiane, delle Castigliane, delle Andaluse. L’ambiente, che il nostro vieux marcheur consiglia quando si convita una bruna ad associare le delizie della mensa colle voluttà d’amore, dovrà essere scelto sempre in un restaurant di primissimo ordine: un gabinetto parato di stoffa antica nei toni d’oro vecchio: qualche profumino dovrebbe espandere delle emanazioni di verbena e di corylopsis: rose-tea e rose rosse sparse sulla mensa e sui mobili: garofani screziati e mimose sarebbero i fiori più indicati per adornarne il busto della vittima destinata all’olocausto. Un divano piuttosto elevato inviterà alle pose d’abbandono. Il menu sarà il seguente:

SUPREME DI SOGLIOLE ALLA D’ESTREE
UOVA AFFOGATE ALLA CLEOPATRA
FAGIANI ALL’ORIENTALE
ASPARAGI AL VERDE BOMBA
DIAMANTE Vini: Mosella – Chateaux Margaux, Xeres secco, Champagne Pommery Greno extra dry

Il Chateuax Margaux sarà assaporato con divozione quando verrà la volta del fagiano all’orientale: ne avrà maggior risalto la delicatezza degli asparagi che lo seguiranno dappresso. E infine gusterete quella cosa squisita che è la bomba diamante: troverete deliziose le varie sorte a di frutta, dalle ciliegie all’albicocca, all’ananas. I profumi eccitanti, le vivande delicate, i vini generosi paralizzano a poco a poco nella bruna ogni velleità di resistenza: le sue difese vanno man mano perdendo di vivacità… e ben presto essa s’abbandona, trionfatrice e vinta”.
Naturalmente il ricettario del Rompini ci regala anche le singole ricette dei piatti proposti, vediamone per curiosità due, quella delle Uova alla Messalina e quella delle Uova affogate alla Cleopatra. Rispettivamente e per par condicio, per una bionda e per una bruna:

Uova alla Messalina (per le bionde)

Lessate tre grossi carciofi in acqua salata e acidulata col succo di un limone: toglieteli a mezza cottura, spogliateli delle foglie e della peluria centrale, arrotondatene i fondi. Disponeteli in una casseruola con del burro per completarne la cottura. D’altra parte avrete preparata una purée di funghi spolverata di pepe di Caienna, e con essa guarnirete ogni fondo di carciofo. Su questi letti così preparati disponete con garbo delle uova preventivamente affogate, che ricoprirete con salsa Bèchamel assai densa: salate e preparate a buon gusto. Sul tutto spargete formaggio parmigiano e formaggio di Gruyère grattugiati: non siatene avari. Fate gratinare al forno e servite.

Uova affogate alla Cleopatra (per le brune)

Affogherete delle uova freschissime nel brodo ristretto di pollo. Preparate della salsa Béchamel assai densa e legatela con del burro manipolato con del succo di gamberi. Disponete le uova su un piatto intonacato di burro. Copritele colla vostra salsa Béchamel; decoratele con abbondanti tartufi neri tagliati a striscioline e con dei filetti d’acciuga. Passate leggermente al forno e servite.

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