Pesci d’Aprile: il mercato ittico a Roma nel 1531

Articolo, Curiosità

Oggi è giorno di pesci! Sapete che conosciamo perfettamente il mercato ittico della Roma rinascimentale? Si, grazie alla curiosità e alla precisione di Paolo Giovio. Proprio a lui, di uno dei maggiori umanisti dell’epoca dobbiamo l’opera che vi facciamo scoprire oggi!

Giovio Paolo
De Romanis piscibus libellus ad Ludovicum Borbonium cardinalem amplissimum.
Basileae, in officina Frobeniana, per Hieronymum Frobenium, & Nicolaum Episcopiu, mense Augusto 1531.

Prima edizione completa della prima opera a stampa di Paolo Giovio, considerata la prima monografia interamente dedicata ai pesci. L’idea di scrivere il saggio venne all’Autore partecipando ad un banchetto che Clemente VII offrì al cardinale di Bourbon durante il quale il discorso volse sulla nomenclatura e le specie di pesci disponibili sul mercato romano.

Paolo Giovi, De Romanis Piscibus, 1531
Paolo Giovi, De Romanis Piscibus, 1531

Preso dalla curiosità il Giovio allora visitò tutti i mercati di Roma informandosi su quali pesci venissero commerciati e su come essi venissero poi cucinati! L’opera è divisa in capitoli – 42, uno per ciascuna tipologia di pesce presa in esame – ed in essi Giovio passa in rassegna i nomi antichi e moderni dei pesci e le loro proprietà mediche e nutritive, offrendo inoltre al lettore numerosi suggerimenti gastronomici e ricette, il tutto condito da aneddoti sui banchetti che si tenevano in Roma ricchi di notizie e curiosità sui modi dell’epoca. Nel capitolo dedicato allo storione Giovio racconta dei viaggi dei Portoghesi e degli Spagnoli, riferendoci anche notizie sul Nuovo Mondo e sulle specie ittiche oceaniche, anche quelle allora sconosciute in Europa.

La prima edizione italiana apparve solo nel 1560, curata da Carlo Zancaruolo. ‘Giovio carefully distinguished between the proper­ties attributed to fish by the standard medical authors and his own empirical observations, which were generally pragmatic and astute. For example, while citing Athenaios and Pliny on the beneficent properties of cuttle­fish, Giovio observed that all soft fish “are digested with the greatest difficulty by the stomachs of scholars and other physically inactive persons” (Zimmermann).

Giovio, 1532. Il Capitolo sui Cefali
Giovio, 1532. Il Capitolo sui Cefali

Bibliografia: H.M. Adams, G–634; Adriano Ceresoli, Biblio­grafia delle opere italiane latine e greche su la caccia, la pesca e la cinologia, Bologna 1969, p. 287; T.C. Price Zimmermann, Renaissance symposia in Essays presented to Myron P. Gilmore, Firenze, 1978, I, pp. 368–369; Franco Minonzio, Appunti sul “De Romanis Piscibus” di Paolo Giovio in Studi gioviani. Scienza, filosofia e letteratura nell’opera di Paolo Giovio, Como, 2002), I, pp. 33–70; John Alden, European Americana 1493–1600, New York, 1980, n. 524/11; T.C. Price Zimmermann, Paolo Giovio, Princeton, 1995, pp. 16, 64. Et Coquatur ponendo: cultura della cucina e della tavola in Europa tra medioevo ed età moderna, Prato, 1996, pp.158–159.

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