9. Jean Anthelme Brillat-Savarin. Physiologie du Gout ou Méditations de Gastronomie Transcendante; Ouvrage théorique, historique et a l’ordre du jour. Paris, Chez A.Sautelet et C.ie, 1826.
Due volumi in ottavo (202×123 mm). Pagine xiv, 390; 442. Legatura in mezza pelle con punte, piatti rivestiti in carta decorata, titoli in oro ai dorsi, tagli marmorizzati. Alla carta di guardia del primo volume ex libris Henri Beraldi e Jacques Lacour Gayet.
Edizione originale in prima tiratura, identificabile per la ‘E’ di Bourse al frontespizio del primo volume stampata in orizzontale e per gli errori di paginazione alle pagine 45 e 49 del secondo volume. L’opera è uno dei più famosi saggi di gastronomia di tutti i tempi, e viene spesso ristampato a tutt’oggi. Brillat-Savarin è considerato il padre della moderna gastronomia e quest’opera segna la nascita della gastrosofia e dell’idea di cucina come cultura. L’autore, talento poliedrico (avvocato, giudice, politico, ufficiale dell’esercito, esule, professore di francese e musicista) non fu mai un cuoco, fu, come tiene egli stesso a farci sapere, un buongustaio. E lo fu così bene da divenire il paradigma della figura del Gastronomo intellettuale e l’araldo di un nuovo concetto di Gastronomia ‘il cui argomento precipuo è tutto quanto può esser mangiato; il suo scopo diretto, la conservazione della specie; ed i suoi mezzi sono la cultura produttrice, il commercio che scambia, l’industria che prepara, l’esperienza che inventa i modi per disporre più efficacemente che sia possibile’. Di particolare importanza storica poi, anche per il manufatto menu, la Meditazione XXVIII Dei trattori, vera storia ragionata della nascita e dell’evoluzione dei ristoranti.
Mennell, All Manners of Food: Eating and Taste in England and France from the Middle Ages to the Present, p. 268; Drexel, 1133; Schaemli, 77; Vicaire, 120; Bitting, 60. Cagle, 98; Crahan, 491; Heirs of Hippocrates, 1128; Simon, 218; Harrison, 137. [GAR]

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