68. Pranzo della spedizione artica del Duca degli Abruzzi. Baia di Tepliz, 1900.
110×90 mm. Menu manoscritto su cartoncino. [BAR]

L’Ottocento è anche il secolo nel quale inizia la corsa al Polo Nord. Dopo i tentativi del comandante inglese Parry volti ad individuare un passaggio fra i due oceani a nord del continente americano, che lo avevano portato nel 1827 a raggiungere la latitudine di 82°45’, un altro navigatore inglese, George Strong Nares, nella spedizione artica del 1875 aveva toccato via mare la latitudine più settentrionale mai raggiunta da un’imbarcazione e un membro della sua spedizione, Albert Hastings Markham, si era inoltrato via terra fino alla latitudine di 83°20’ prima di dover desistere per l’esasperazione dell’equipaggio e la minaccia dello scorbuto a bordo. Poco più a nord era arrivato l’esploratore statunitense James Booth Lockwood (83°24’) che aveva partecipato alla spedizione artica del connazionale Greely (1881-1884) dopo aver attraversato la Groenlandia settentrionale e la Terra di Grant, morendo lungo le coste della Baia di Kane in Groenlandia prima dell’arrivo della spedizione di soccorso inviata per raccogliere i superstiti. Meglio ha fatto la spedizione del norvegese Nansen (1893-1896) che avendo intuito che l’Artico è in realtà un mare e non una terra, fa costruire una nave particolare, la Fram, con la chiglia a forma di guscio di noce, con l’idea di far portare dalle correnti il più vicino possibile al polo la nave imprigionata nei ghiacci, per poi proseguire a piedi.
Raggiungerà così la latitudine di 86°14’. Nel 1899, sotto l’egida della Società Geografica Italiana e del Club Alpino Italiano, parte la spedizione guidata da Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi, composta da 9 norvegesi ed 11 italiani. Il programma prevedeva di raggiungere una delle baie dell’isola Principe Rodolfo e attendere la primavera successiva organizzando la spedizione vera e propria con tre gruppi di slitte che avrebbero abbandonato l’isola inoltrandosi sul pack per cercare di arrivare più a settentrione possibile. Il primo gruppo avrebbe portato i viveri per alimentare gli altri due gruppi e per permettergli il rientro, così il secondo che avrebbe portato i viveri anche per il terzo gruppo fino al momento del distacco. La Stella Polare, la nave acquistata dal Duca degli Abruzzi per la spedizione, attracca nella Baia di Teplitz il 10 agosto 1899 e sarà poi l’11 marzo 1900 che prende il via la spedizione con le slitte, guidata dal comandante Umberto Cagni al quale il principe aveva dovuto lasciare il comando a causa di un congelamento alle dita che lo aveva menomato. Il primo gruppo, composto dal tenente di vascello Querini, dalla guida valdostana Ollier e dal macchinista norvegese Stökken, non farà ritorno alla base mentre il terzo gruppo raggiungerà il 25 aprile la latitudine record di 86°34’ rientrando alla base il 23 giugno dopo inenarrabili peripezie. La nave Stella Polare, donata alla Regia Marina, rientrerà alla Spezia nel gennaio del 1901. I due menu esposti (67; 68), sono evidentemente menu-ricordo scritti nell’inverno passato nella Baia di Teplitz in attesa delle condizioni favorevoli per inoltrarsi fra i ghiacci verso il polo. I nomi dei piatti sono allusivi, mentre il pemmican è un prodotto tipico degli indiani dell’America settentrionale formato da carni tagliate a strisce sottili, essiccate e mescolate con grasso e frutta secca in polvere, particolarmente nutriente e di lunga conservazione, motivi per i quali è stato molto utilizzato nelle spedizioni polari.

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