163. Vittorio Emanuele III, pranzo a Corte. Roma, Palazzo del Quirinale, 22 dicembre 1907.
170×125 mm. Menu tipografico su carta a libretto. Copertina in cartoncino con stemma reale e cornici impresse in oro a rilievo, cordoncino in seta bianco azzurro con nappine.
L’occasione non è particolare, è un pranzo cosiddetto ‘di consuetudine’, con i generali di corpo d’armata della Commissione centrale d’avanzamento dell’Esercito assieme al Duca d’Aosta, presidente della Commissione e al ministro e sottosegretario di Stato del Ministero della guerra. Eppure è un menu destinato a fare storia perché è il primo menu di corte redatto in lingua italiana per decisione di Vittorio Emanuele che con motu proprio aveva stabilito la fine dell’uso del francese nella lista delle vivande. Classica la struttura del pranzo che inizia con le Ostriche seguite dal Potage (che non è un consommé ma un ‘consumato’), dal pesce (Trota di lago con salsa olandese), dal Relevé (Prosciutto di York con salsa Cumberland), da una Entrée di cacciagione (Beccaccini ripieni con gelatina), dal Ponce al Kirsch, dall’Arrosto (di capponi perché l’entrée è di cacciagione) con insalata, dal Gelato di pesca alla savoiarda che precede il conclusivo Dessert formato da Pasticceria (mista) e Biscotti (al formaggio). [BAR]

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