123. Pranzo in onore di S.E. il Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio. Torino, Accademia Filarmonica, 5 gennaio 1937.
155×100 mm. Menu tipografico su cartoncino a libretto.
All’entrata in guerra dell’Italia Pietro Badoglio aveva il grado di tenente colonnello. Durante il conflitto ha ottenuto tre promozioni, due delle quali “per meriti di guerra”. Nominato Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, diviene presto punto di forza del nuovo Comando Supremo fino ad essere dal febbraio 1918 l’alter ego di Diaz. Nelle trattative per l’armistizio del 4 novembre 1918 si muove con equilibrio, fermezza e signorilità. Nel settembre 1919 è nominato Commissario straordinario del governo per la Venezia Giulia e va a Fiume occupata da D’Annunzio con i suoi legionari. Maresciallo d’Italia dal 1926, nel 1929 sarà Governatore generale della Libia e riuscirà a pacificare la colonia avviandola ad uno sviluppo civile con l’attuazione di un ampio programma di opere pubbliche. Nel 1935 sarà inviato in Eritrea come Comandante supremo ed entrerà trionfalmente ad Addis Abeba mel maggio 1936. Durante la seconda guerra mondiale manterrà l’incarico di Capo di Stato Maggiore Generale e nell’ambiente fascista diventerà il capro espiatorio delle sconfitte subite fino alle sue dimissioni. Alla caduta del fascismo diventerà nel luglio 1943 Presidente del Consiglio, gestendo le fasi dell’armistizio e recandosi a Brindisi con il sovrano fino al rientro a Roma nel giugno 1944, ritirandosi poi a vita privata. [BAR]

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