120. Pranzo dell’VIII Battaglione Bersaglieri ciclisti con dedica di D’Annunzio a un ufficiale. Fiume, 18 ottobre 1919.
220×115 mm. Menu manoscritto su cartoncino con decorazioni a colori. Dedica e firma autografa di Gabriele D’Annunzio.
L’impresa di Fiume, capeggiata da Gabriele D’Annunzio, ha lo scopo di occupare la città proclamandone l’annessione al Regno d’Italia in modo da forzare la mano ai delegati delle potenze vincitrici riuniti a Parigi per la conferenza di pace. Nel 1919 Gabriele d’Annunzio non era solo la voce nazionalista più autorevole, ma uno dei personaggi più celebri del Regno: poeta, scrittore ed intellettuale a tutto tondo, d’Annunzio aveva da tempo oltrepassato i confini letterari, divenendo il Vate, la guida della nazione. Così il 12 settembre 1919, alla testa di circa 2.600 legionari (volontari irredentisti e frange di truppe regolari dell’esercito) entra a Fiume istituendo un governo provvisorio, osteggiati dal governo italiano che non voleva aprire una complicata vertenza internazionale con la conferenza di pace ancora in corso. Il 26 ottobre si svolgono le elezioni che vedono la lista annessionistica prevalere con il 77% dei voti. Il 25 settembre 1919 entrano trionfalmente a Fiume 1600 bersaglieri. Alere flammam, il motto che troviamo disegnato sui nastri del menu, è quello ricamato sul gagliardetto di seta delle Fiamme cremisi di Fiume, l’VIII Battaglione Bersaglieri ciclisti. [BAR]

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